Riva dei Martin Ditirambo Valdobbiadene Prosecco D.o.c.g. Una bottiglia onesta e sincera, da bere nella dieta quotidiana e non in un flut da “Vetrine”

Se si potesse mescolare due epoche con uno strumento e viverci al suo interno, dove vi piacerebbe fermarlo?

Martin Matteo ed Alfonso Marchetto definiti gli “ Artigiani del Prosecco” da Franco Ferrandino stanno proponendo nel Mondo “Del Valdobbiadene” il vino come alimento da pasto giornaliero dove il Prosecco è frutto ed espressione di un Territorio con tutte le sue Naturali distinzioni e fragili Caratteristiche, e non un prodotto sempre uguale e mai con differenze.

L’ “Apprendista Stregone”, come viene definito da Matteo, Alfonso Marchetto, figlio d’ Arte, è stato in gioventù formato dalla Scuola di una delle Colonne Spumantistiche storiche di Valdobbiadene come Giuliano Bortolomiol cui il giovane Alfonso ha fatto Tesoro nel corso del tempo, carpendo l’ essenza della Viticoltura e della spumantizzazione intesa come il “trasporto” di un alimento come l’ uva, piuttosto che della “trasformazione” cui oggi spesso l’ industria del vino impone a sé stessa per delle motivazioni semplicistiche e sterili spesso attribuite al Mercato stesso e alla voce “ costi”.

Una Sosta di un mese per il DOC Treviso” Epularis” e di due mesi abbondanti per il DOCG “Ditirambo 1754” donano la vita alle uve che si destano dai loro ricordi imprimendo i profumi e i sapori che il Territorio di Valdobbiadene gli ha donato, raccontando l’ annualità della Vendemmia 2019 la quale è testimone delle pioggie, del sole e del vento che l’ hanno caratterizzata, cosi come deve essere, così come era e così come sarà per le altre Vendemmie che seguiranno.
La Filtrazione tramite un Filtro Tangenziale a “Freddo” prepara i due Alimenti al Imbottigliamento dove, nella fase precedente ha trovato l’ addizione della Solforosa che come ha spiegato Alfonso “ Nella misura minima possibile per garantire un prodotto stabile” 95mg/lt totale di cui 20mg/lt Libera, ovvero che evade dal prodotto in atmosfera al momento della mescita.
“L’ Evoluzione del Prodotto è una delle sfide più difficili a cui sono chiamato quasi settimanalmente” racconta Alfonso che continua “ si dimostra un Prodotto Naturale a cui fortunatamente per dimensioni e le quantità ridotte prodotte mi consentono di gestire al meglio tutti gli aspetti Enologici”.
La loro Mission è di Riproporre un Territorio come lo si degustava prima delle Uniformità di Clichè e di confrontazione omologatoria e, di riscoprire una bollicina che racconta epoche Antiche quando il Valdobbiadene faceva parte delle Tavole dei Contadini della zona del Valdobbiadenese il quale doveva essere un vino da bere nella dieta quotidiana e non un flut da “Vetrine”.

Comincia così per gli “ Artigiani del Prosecco” la loro grande Avventura.
Alfonso comincia da subito dopo la vendemmia ad esprimere tutto il suo Sapere attuando quello che “ Antieconomico” in materia Spumantistica, ritrovando gli insegnamenti del buon Giuliano, con filtrazioni meccaniche perché “ I Veci no ghea mia i lizomi” ( tradotto: I Nostri Avi non avevano mica i Lizomi) abbassando la temperatura delle autoclavi, rallentando, accarezzando, respirando, dando il tempo che l’ uva vuole.
“Se l’ Uva vuole riposare la si deve lasciare riposare “Assea Dormir” (Lasciala Riposare), non disturbatela!
Quando si è riposata si sveglia da sola.”

Riva Dei Martin

Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G Ditirambo 1754

Nel calice si presenta con un colore giallo paglierino molto trasparente e luminoso, con un perlage che colpisce per persistenza e per sottigliezza. Al naso si sviluppano note di frutta, nocciole, fiori d’acacia e erbe aromatiche, perfettamente in equilibrio. In bocca è incredibilmente fine e elegante, cremoso, fresco, caratterizzato da un’ottima componente sapida.

E’ il vino ideale al pasto quotidiano, dove la sua schiettezza si presta a un gran numero di ricette e preparazioni. Ottimo con la cucina di mare, è da urlo con dei crostini al lardo